domenica 22 dicembre 2013

To be or not to be.




In questi giorni sto pensando tantissimo… un po' su chi sono, su chi penso di essere, su cosa voglio essere…

Ho avuto la grande fortuna in questi ultimi tempi di colorare con Alberto e Eulalia. questi due grandi card makers hanno due modi completamente diversi di colorare. Il primo parte dallo scuro per poi sfumare, la seconda inizia con i colori chiari e poi aggiunge avrei strati di colore.
Entrambi usano i pastelli Pablo (beh, Lalla non solo) e pur raggiungendo risultati completamente diversi  quello che mi colpisce delle loro colorazioni è sicuramente la saturazione che riescono a dare ai colori.

Quindi mi sono messa di buona lena, e con l'impegno di un giovane Michelangelo a bottega (ahahahah, ma sì dai, esageriamo) ho iniziato a copiarli. Ho fatto delle prove. Purtroppo non riesco a farvi vedere i loro risultati, ma vi faccio vedere i miei.

Iniziamo dalla colorazione stile Alberto:


Mi piace, non posso negarlo, ma la sua è completamente diversa! Io non riesco a calcare a sufficienza (hai voglia il giovane pischello a ripetermi "coraggio che il colore non si offende")il nero non si imprime sul foglio ed il mio blu non è saturo come il suo. Eppure abbiamo usato le stesse matite.
Seconda prova: stile Eulalia:


Peggio che peggio… il colore non mi si blenda! Il suo è completamente diverso. La mia carta (la stessa che usano loro) arriva a saturazione ancora prima che arrivi il colore. 

Mi sono accorta che i risultati che raggiungo sono molto soft rispetto ai loro. Mi hanno detto entrambi che è dovuto al mio modo di essere. Che non sono uomo e che non amo i colori vibranti. In effetti non posso negare nessuna delle due cose, ma non convinta ho fatto la prova del nove… ho provato a colorare lo stesso timbro con i distress ripromettendomi che avrei montato quella che alla fine mi avrebbe convinta di più.

Ecco la colorazione con i distress reinkers:


Questo tipo di colorazione me lo ha insegnato Giò.
Alla fine mi accorgo che le mie colorazioni, non importa cosa usi, tendono comunque a questo effetto.
che è ben distante da quelli raggiunti da Giò, sia per tecnica che per colori, ma mi sono accorta che io comunque qui vado a parare.

Vorrei essere più marcata, più decisa, più colorata… ma io sono questa.
Ed allora forse si tratta solo di imparare ad accettarlo, non negarlo. Forse si tratta di fare lo sforzo di imparare a riconoscersi e avere il coraggio di provare ad essere quello che si è…
Alla fine di tutto… questi sono solo appiccichini.

Per tutto il resto… bisogna fare scelte importanti, ma questa consapevolezza rende questa sera una bella sera!

                           


Grazie per essere passati di qua
K&H
M!R

giovedì 5 dicembre 2013

Now I know what true love is...





E' passato un mese!
Questo non è un post di Scrap, ma è un post di AMORE.
Amore per tutte quelle persone che non frequentano il mio blog se non quando dico loro "ehi, dagli un'occhiata", che probabilmente non leggeranno mai queste parole. Sono persone che hanno imparato che esiste lo Scrap solo dopo che l'ho conosciuto io. Sono le persone che non si limitano a fare parte del mio mondo: sono quelle che insieme a me vogliono fare parte dell'unico mondo che vogliamo e aspettiamo.
Effettivamente chiamarle persone è riduttivo -e già questa è un'affermazione potente per una che ha un'impostazione personalistica come la mia- sono FRATELLI e la loro esistenza allarga il cuore, dilata i bronchi, colora l'aria... - e anche questa è un'affermazione potente per un'asmatica come me.

Ho sempre affermato di essere fortunata perchè la mia vita è piena di persone splendide. Non è vero niente! Io non sono fortunata. Io sono BENEDETTA. Questa non è fortuna. E' immeritata benignità. E' Grazia!

E allora per la prima volta non faccio nomi. Loro sanno.
Grazie a chi è venuto con me a comprare  il te e a guardare le vetrine dei negozi. A chi mi ha detto che sono amabile. A chi, con una pacca sulla spalla, mi ha fatto notare che i tempi sarebbero comunque cambiati, che le circostanze sarebbero mutate e che avrei ricordato quel periodo come un qualcosa che non ci sarebbe stato più. A chi con un sms mi ricordava che il mio cuore non era inferiore a quello di nessun altro. A chi è sempre pronto a tagliarmi le verdure. A chi, vedendomi sorridere, con gli occhi lucidi mi dice che è bello vedermi così e anche a chi,  cosa non fa l'amore fraterno, quando mi vede ridere mi dice che sono bella. A chi mi ha regalato il mazzo di tulipani rossi più bello del mondo. A chi abbracciandomi mi dice che vuole passare un po' di tempo con me e anche a chi me lo chiede senza abbracciarmi. A chi mi stringe forte e mi presenta come sua figlia e a chi mi dice che aveva timore a chiedermi come stavo ma che pregava per me. A chi mi chiama cucciolina. A chi mi dice di non preoccuparmi. A chi in una macchina mi tiene le mani e mi lascia piangere e poi apre la Bibbia. A chi mi regala le caramelle dopo essersi accertato che io possa mangiarle. A chi mi aggiusta la tendina di stelline. A chi quando mi sento inutile mi si piazza davanti e mi dice "allora ci pensi tu? fai tu? Io mi fido..." A chi pulisce il mio vomito e sorridendo mi dice "Perchè ti vergogni?  A parti inverse non faresti altrettanto?". A chi mi chiama Amica. A chi mi chiama Tes. A chi mi dorme accanto perchè non si sa mai... A chi usa il suo fine settimana per aiutarmi a partecipare ad una DT CALL. A chi mi dice che sono una brava ragazza. A chi si commuove ai miei messaggi e mi scrive sul Ministero che gli sono mancata. A chi si commuove quando mi vede stare bene e a chi mi dice " non posso immaginarti stare male!" A tutti quelli che sopportano Miranda quando Miranda è tutto fuorchè Mirandina. A quelle due che quando siamo insieme, sanno insieme a me che i momenti perfetti esistono.
E a Colui che prende su di sè ogni ansietà.

Miranda

sabato 19 ottobre 2013

Confession of a Scrapoholic



Eccomi qua… mesi e mesi di assenza dovuti a causa di forza maggiore ma anche, inutile provare a nasconderlo, alla mia pigrizia.
Mesi di assenza dal mio blogghino, ma –vi assicuro- strapieni di esperimenti e meditazioni.
Meditazioni scrappose, naturalmente.  
Avanti, alzi la mano chi davanti ad una pubblicità di Tim Holtz non ha mai esclamato in preda ad un’eccitazione irrefrenabile “ c’mon Tim show me sth new and I’m gonna need it!”?!?!
Oh bugiarde tutte, se non avete alzato la mano è perché non avete capito quello che ho scritto, ma fidatevi, lo avete fatto. Eccome che lo avete fatto.
Credo che questo lato dello shopping compulsivo appartenga davvero a tutte noi! Magari alcune sono più brave a gestirlo, ma tutte – senza esclusione alcuna – ne siamo vittime più o meno consapevoli.
Le mie riflessioni sono nate sul finire di giugno, quando ho avuto la brillante idea di salvare fra i miei siti preferiti, l’indirizzo di un negozio on line che noi tutte amiamo. E, stordita come poche, non mi sono accorta che ho salvato direttamente la pagina sulla quale ero in quel momento, e cioè lo storico dei miei ordini!
E da lì non si è più scappati, altro che storie! Nero su bianco! Anzi, nero su acqua marina! Eccolo lì, l’Elenco! Una lista di ordini fatti con cadenza sistematica da 15 mesi! Qualche volta anche due volte al mese. Che poi, avessi acquistato solo lì... 
ed Eccola, la mia coscienza scrapperina alla sbarra, mentre arranca in goffi tentativi di difesa: No, aspetta, non vale, quell’ordine è indecente, si,  ma era fatto con Cinzia e Elena. Nooo va beh, quello non conta perché ci sono tutte le ricariche biadesive per gli albumini di IreneBeh no dai, anche quello è falsato… lo avevo fatto con Cristina, lei ha iniziato da poco e non ha nulla ancora!
Stupidate cosmiche!
Carte pattern mai utilizzate e comprate rigorosamente nel numero di 3 fogli perché una magari la si usa, la seconda magari serve se la prima non è sufficiente, la terza… beh, ma hai visto che bella? Magari finisce e non la trovo più… e mi piace così tanto guardarla…
Ho oltre 300 timbri di Magnolia, ma uso sempre i soliti 20…
Chi sa colorare con i markers di base alcolica? Poche di noi, ovvio ma 5 set di copic sono necessari, si sa mai che un giorno magari imparo… e i colori servono tutti: per ogni sfumatura servono almeno 5 colori in gamma. Certo, ne basterebbero anche tre, ma vuoi mettere l’effetto con 5? Se si fanno, le cose vanno fatte bene!
Alberto lo Shakerato ha iniziato ad incantarci con opere fantastiche fatte con matite di poco conto? Si, va beh, ma lui è in grado di fare meraviglie anche con semplici pezzi di legno. Noi no e allora se lui adesso usa i Pablo anche a noi servono i Pablo. Lui è bravo e gli basta la scatola da 30? Noi no e per fare le sfumature abbiamo bisogno di più colori, quindi minimo ci serve quella da 40. Ma poi Lalla dice che le scatole vanno prese complete e ci ritroviamo in casa scatole e scatole da 120 o pure più grandi. Si, scatole! Al plurale Perché nel caso non si voglia colorare come Alberto le Pablo non vanno più bene ed apriti cielo… Luminance, prismacolor, faber castel… ahhhhhhhhhhhhhhh
Vi confesso il mio processo di acquisto. Vedo un progetto che mi piace (il problema è che me ne piacciono molti), vedo la lista dei prodotti usati, mi accorgo che di alcuni sono sprovvista e… via… alla ricerca dell’ultimo staiN metallizzato traslucido che puncha timbrando e distressando la carta…
Ladies, guardiamoci bene in faccia. Noi non compriamo perché siamo scrapper. Noi acquistiamo perché siamo collezioniste! Non farò mai il nome, ma so per certo che una di noi non solo possiede una ricchissima scrap room, ma si è anche appropriata del garage di famiglia per…. Catalogare le scatole vuote dei prodotti contenuti nella succitata ricchissima scraproom (ti lovvo TuSaiChi)  Si, siamo collezioniste! Arrendiamoci!  Almeno ¾ del materiale che abbiamo comprato al grido disperato di “ne ho bisognoooo” è riposto integro nei nostri angoletti creativi. Spesso ce ne scordiamo l’esistenza fino a quando ad un meeting o ad un corso qualcuno nella stanza dice il nome di un prodotto, di una marca e noi, che bellamente eravamo indaffarate in altre cose, con l’orgoglio di chi sa che prima o poi tutto verrà buono, diciamo “ce l’ho!”. Ma non ci perdiamo d’animo perché anche nel caso in cui dovessimo accorgerci che quello, accidenti, ci manca… beh… basta girare lo sguardo e sicuramente qualche shop sarà più che felice di farci adottare la creatura mancante!
Che non ci serve, ribadiamolo, ma di cui abbiamo bisogno. Perché quel progetto meraviglioso che abbiamo visto e che ci è piaciuto tanto prima o poi lo faremo. Nel frattempo ci portiamo avanti e che nessuno dica che ci manchi la strumentazione…
Ma in questo delirio, che tutte noi abbiamo o stiamo subendo, ad un certo punto i conti con la realtà vanno fatti.   I miei iniziano dallo Swap indetto da ScrapMary sul suo gruppo FB Scrap Immagina e Crea. Il tema era geniale e coinvolgente. Riguardava il reciclo nello scrap. Ho aderito con entusiasmo ed ammetto che e’ stato lo swap più interessante al quale abbia mai partecipato perché mi ha aperto un mondo nuovo.  Su questo tema mi sono confrontata molto durante l’estate con L’Artistica Glo, la quale, nel tentativo impervio di insegnarmi le tecniche 3D, mi parlava molto di quanto fosse importante provare a contaminare lo scrap anche con le altre tecniche e quindi di quanto fosse stimolante scorpire la polivalenza non solo dei materiali ma anche della strumentazione.  Tutto questo in un contesto ben preciso, quello che Giovanna Irde ripete fino all’ossessione ad ogni suo corso :”non si butta via niente, con quello che costa il materiale scrap, non si deve buttare via niente!”
Ed ecco allora Mirandina che mette insieme tutte le informazioni raccolte: guardiamoci intorno per bene, come dice ScrapMary, senza aver timore a mischiare tecniche e materiali, come dice l’Artistica, convinte che se si possiede una buona tecnica, anche da un avanzo di carta può nascere un bel lavoro, come insegna Gio’.

Non so se possiedo una buona tecnica (di certo ci sto investendo molto ihihih) ma ho fatto un giro in cucina, ho sbirciato nella cassetta degli attrezzi di mio padre e ho frugato nella mia cassapanca di avanzi di carta. Il mio bottino di guerra è stato il seguente: 
·         un sacchetto del pane
·         un tappo di bottiglia
·         3 avanzi di carta pattern (il più grande era 6.5cmx8cm)
·         2 avanzi di bazzil (anche questi piccoletti)
·         Una pagina di giornale
·         Una lattina
·         Dello spago (quella che la mamma usa per l’arrosto)
·         Delle rondelle
·         Degli stuzzicadenti
E questo è il risultato!
ne sono abbastanza soddisfatta:-)

foglioline punchate con avanzi minimi di carta...

tappo di bottiglia schiacciato dalla mia Filiberta;-)
rondella embossata a caldo... confesso che le preferisco ai classici rivetti!

scritta a mano (dopo il corso di calligrafia sono lanciata) 
e cartello sostenuto da stuzzicadenti legati insieme da filo di ferro...
la carta pattern è il risultato del collage di tante striscioline di carta.
 i pezzetti piccoli di carta avanzata, spesso, sono inutilizzabili,
ma se si riesce a trovarne almeno due che possono combinarsi bene li si può unire così..
 l'effetto mi piace molto!
I cuori sono stati ricavati da una lattina della coccola e sono stati colorati con semplici acrilici.
Inutile mentirvi e mentirmi. Io continuerò a comprare. Per tanti motivi. Il primo, e non è una scusa, è che credo davvero che la strumentazione sia importante: ci sono mille ed un modo per fare una cosa, ma anche mille ed un modo per farle venire, e sicuramente la strumentazione appropriata aiuta a fare le cose meglio, ed inoltre, si, lo ammetto: io sono una collezionista… ma volete mettere la soddisfazione?

Grazie per essere passati di qua e per i commenti che vorrete lasciare.
K&H
M!R

lunedì 12 agosto 2013

Born to be my Baby



Dopo il mio post su Tabitha, alcuni mi hanno chiesto quale era stata alla fine la reazione dei miei genitori una volta scoperta la bugia.
Nessuna reazione in particolare, a dire il vero. Anche perché, che libertà di parola potevano mai avere visto che, alla fine, buon sangue non mente?

Era il natale del 1980 e alla piccola Mirandina venne regalata la Candy Candy estetista: un enorme faccione di Candy con tutti i cosmetici per poterci pastrugnare sopra. Grande regalo che avrebbe influito molto sulla mia personalità, ma con un grande limite: i capelli non erano “acconciabili”! Erano strani, la Mattel forse non aveva ponderato bene le potenzialità del gioco, ma con quei capelli non si riusciva a fare nulla, ed io, che da piccola venivo puntualmente portata dal barbiere con il mio papà per un taglio a prova di asilo e di eventuali pidocchi, adoravo i capelli lunghi.
Iniziavo a giocarci entusiasta ma finivo sempre con una punta di delusione che naturalmente i miei coglievano. “Ma cosa non ti piace?” mi chiedeva puntualmente la mamma. “Con questi capelli non riesco a farci neanche una treccia piccola” rispondevo abbattuta. E papà chiosava “ma è la Candy Candy estetista, non la Candy Candy parrucchiera”. Oggi con piglio vigoroso avrei risposto “Beh, allora avete sbagliato regalo!!!”, ma ai tempi mi limitavo a sospirare demoralizzata. Ed allora eccoli, loro! Coalizzati! Machiavellici come pochi! Pronti a cogliere la palla al balzo e a farsi beffe di una piccola bimba di soli 5 anni. Erano i primi di gennaio del 1981, me li ricordo bene seduti tutti e due sul divano mentre io sul tavolino stavo cercando di fare almeno un codino alla bambola: “Hai ragione, non si possono pettinare questi capelli. Che ne dici di una nuova bambola? Una bambola con dei capelli bellissimi, lunghi, tutta per te? La vorresti?”
E quale poteva essere la mia risposta se non un entusiastico “SIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!”?
Il problema di questa bambola era che non era detto che sarebbe stata una bambola femmina e comunque per giocarci avrei dovuto aspettare agosto!
Bel modo per dirmi che sarei diventata SORELLA MAGGIORE!
Due frasi mi ricordo bene i miei continuavano a ripetermi per prepararmi al mio nuovo ruolo.
La mamma mi continuava a dire che sarebbe stata tutta per me e il papà che avrei dovuto assecondarla e curarla perché sarebbe stata più piccola!
Magari protestando un po’ a volte, ma non mi sono mai sottratta a questo compito, anzi penso di averlo assunto in modo assoluto, con un senso del dovere direi kantiano.
All’inizio, lo ammetto, mi era sembrata una grande fregatura. La nanetta si era presentata al mondo senza neanche un capello. Sembrava apprezzare il mio regalino (un sonaglietto comprato all’upim e pagato con le mie monetine da 50lire) ma aveva un forte spirito d’indipendenza, dormiva e mangiava quando voleva lei e questo non si doveva fare perché mi avevano insegnato che in una famiglia gli orari sono importanti, non è che si può fare quello che si vuole.
Appena nata era proprio bruttina, in particolare se paragonata a me che ero uno splendore.

 

I miei genitori ai tempi avevano un negozio di panetteria e così io e Arianna abbiamo passato tanto tempo insieme da subito: i miei erano al piano di sotto in negozio ed io al piano di sopra, indaffarata fra Bim Bum Bam e i miei primi compiti (era l’anno della prima elementare). Aspettavo che l’esserino si svegliasse e quel punto il mio compito era quello di gridare “mammaaaa!!!!” ed intrattenere la bimba! Per intrattenerla spostavo letteralmente il lettino (che aveva le rotelle) dalla camera  buia (ero troppo piccola per aprire le persiane) alla cucina e per farla smettere di piangere le mettevo dentro i miei giochi e i miei libri di favole…
Io me lo ricordo bene quando mi misero in braccio Arianna per la prima volta. Aveva una tutina di spugna bianca e arancione. Profumava di buono. Mi fece uno strano effetto il suo peso sulle mie braccine. Era piccola, ma era proprio un fagottino pesante se dovevo tenerla da sola.

Arianna adesso è grande, ha superato i 30, è diventata una gran bella donna, davvero ed in ogni senso.  E finalmente ha i capelli lunghissimi e bellissimi! Pensando a lei mi si affollano nella mente e nel cuore così tanti momenti in cui mi ha concesso il privilegio di entrare nelle sue emozioni e nella sua vita permettendomi di esercitare il ruolo di sorella maggiore che… non ha senso raccontarli, perché sono sguardi, silenzi, pianti, suoni, musica, racconti…e sono solo nostri.

Ma per fare capire quanto io sia orgogliosa della mia piccola "tabulina" basti pensare che si è laureata con buoni risultati pur non amando quello che faceva, ha sempre scelto Armani per i momenti importanti, ha passato il suo primo colloquio nella City of London parlando di calcio, nella sua tesi ha ringraziato i Duran Duran, legge la Bibbia con grande senso critico, è diventata vegetariana quando ha avuto il coraggio di guardare un video su quello che accade nei macelli e ha pianto leggendo Tolkien.


Sembra che stia descrivendo la sorella migliore del mondo, vero? In realtà non lo è affatto perché è ovvio che essendo il risultato delle mie fatiche quel titolo spetta solo a me! Anni e anni a passati a ripeterle come un mantra "cosa è quella matita all'interno dell'occhio? ma che forma hanno quelle scarpe? leggere un libro per la gioia di leggere è un insulto all'intelligenza, immagino? il latino è importante, poi sbagli la consecutio e la gente lo sa che sei mia sorella! No, non è musica, è cacofonia! Perché il cinema ha un suo registro, se ci perdiamo l'inizio come si fa a capire quale è la tesi del regista? Ohhhh finalmente una borsa decente…  ehi aspetta… ma quella è mia!  Se le accade qualcosa non tornare a casa!!!  Chiaro!!!!" hanno sortito il loro effetto.

E adesso vive lontano da me, ed ha anche trovato un compagno per la vita che, accidenti, ci piace davvero! Carino, così inglese, gentile, educato… eh si, accidenti, questo ci piace proprio, e soprattutto ci piace lei adesso che è con lui. Forse è questo l'amore: trovare qualcuno che sappia tirare fuori il meglio che hai e che sappia valorizzare tutto il resto. non si tratta di cambiare o di inventare nulla. Si tratta solo di essere così sereni e sicuri da non sentire più l'esigenza di una maschera.
Graeme, è questo il nome del fortunato cavaliere, mi ha detto (perché è con me che deve fare i conti) che si prenderà cura della mia sorellina. Commossa ed emozionata non posso far altro che rispondere "ok little boy, you're in charge, but just when I'm not there!".



Ma passiamo al mio lavoretto. Una delle cose più belle dell'estate sono i concerti Rock! Io e Arianna lo scorso 29 giugno siamo andate a San Siro al concerto dei Bon Jovi! Un  vero tripudio! La foto è stata scattata proprio quel giorno, mentre ci stavamo recando allo Stadio.



La carta utilizzata è My Mind's Eye per lo sfondo, mentre i  piccoli ritagli sono Maya Design e Pion Design. La scritta JUST SISTERS è stata fatta con adesivi Calico e Cameo Silhouette, il fiore in alto è in ceramica, paillettes e ferma campioni sparsi qua e là.









Non sono un granché brava con i LO veri e propri, forse perché pur amando le regole e sapendomi muovere solo al loro interno, non riesco a capire perché debba necessariamente lavorare su un 30x30, formato che fra l'altro mi piace anche poco.
Ecco allora che mi è venuto in aiuto un supporto Stamperia in MDF 19x23,5cm. 



Il processo lo conoscerete sicuramente meglio di me (a me tocca sempre chiamare Gloria e chiedere i passaggi corretti), ma in ogni caso: un primo passaggio di primer e poi io ho scelto una prima mano di acrilico tortora ed una seconda sempre in tortora ma con il pennello sporco di color cioccolato. Una volta asciutto ho attaccato il mio sfondo e con un blending tool ho sfumato sia la carta che il supporto con il distress Walnut Stain. Prima di decorare la mia pagina ho passato la vernice protettiva opaca sulla cornice.


Grazie mille per essere passati di qua 
e se vorrete lasciare un commento sarà più che gradito

K&H

M!R

lunedì 17 giugno 2013

Arriva Tabina...


Tabitha è entrata nella vita della mia famigliola con l’inganno. Anche Anne-Sophie, ma con Tabby ho giocato veramente sporco.
Nella realtà di premeditato non c’è mai stato nulla. Correva l’anno 2006. Erano i primi di agosto. Mamma e papà erano già al mare da un po’, Arianna in Grecia con le amiche ed io a casa, in attesa di partire per la Provenza. E così, girovagando in rete entrai nel sito dell’Enpa di Milano con l’intenzione di fare una donazione. I fatti sono andati proprio così: il mouse è partito per i fatti suoi ed io mi sono ritrovata nella pagina delle adozioni. C’erano diversi micetti in cerca di una casina, ma la mia attenzione è subito caduta su una micetta di 4 mesi, ciechetta… Mrs Magoo.

Era così… buffa… era così dolce in quella foto… sembrava si fosse messa in posa.




La sua storia non era delle migliori: entropion oculare bilaterale, atassia cerebellare, doveva averne subite parecchie nella colonia dove è stata trovata.

Beh, sempre il mouse è partito ed io mi sono ritrovata davanti alla schermata del form dell’adozione. Compilarlo è stato facilissimo, qualche titubanza davanti alla domanda “altri animali in famiglia?”… dovevo parlare di Arianna o di Anne-Sophie? Bo’… risposi che avevo un’altra micia nera di un annetto e un acquario. Il giorno dopo mi telefonò Alessandra, una volontaria dell’Enpa per fissare un appuntamento. Era giovedì 3 agosto. Sabato 5, nel primo pomeriggio ero in via Gassendi per incontrare Mrs Magoo. Alessandra mi portò nella stanza in cui erano i mici. La mia piccolina (era davvero così piccola..) era nella gabbietta più in basso. Appoggiai la borsa per terra mi abbassai. La volontaria aprì la gabbietta. Questo scricciolino venne subito davanti alla porta, io misi davanti il mio braccio e lei iniziò a strusciarsi e a fare le fusa. Era un piccolo trattorino. Chiesi il permesso di prenderla in braccio ma me lo negarono. Capì poi che era a causa dell’atassia: tremava tanto e prenderla in braccio l’avrebbe destabilizzata, le avrebbe fatto perdere l’orientamento.

Partiì per le vacanze (una settimana scarsa) e confesso che furono pessime. Non facevo altro che pensare alla MIA micetta in quella gabbietta, non vedevo l’ora di tornare a riprendermela. Mi chiamò anche il neurologo dell’Enpa per darmi notizie di questa micia. Mi ricordo la sua domanda “e’ sicura di volerla prendere?!”… la risposta fu secca “non è neanche in discussione”. Era lei che con quella foto, con quel musetto, aveva scelto me… non l’opposto. La vera domanda da fare era: farà un affare quel micetto, con quei problemi di salute ad avere me come mamma umana? Sarò all’altezza? Mi saprò prendere cura di lei? Mah…

Andai a prenderla sabato 12 agosto. Usai il trasportino di Sophie, nella speranza di farla abituare all’odore della sorellina panterotta che avrebbe trovato a casa.



Prima passai a prenderle la pappa biologica. Dovevo nutrirla bene perché ne aveva viste tante e soprattutto… era proprio magretta. Niente Almo e niente Shesir per lei.  La scelta cadde su Natural Choice perché aveva più gusti nella linea kitten. Costava un botto, ma per la mia piccola principessina era ancora poco.

Ero così emozionata quando, dopo aver compilato i moduli dell’affido la volontaria dell’Enpa si alzò e mi disse “vado a prepararla”. Aspettai con il mio trasportino in un corridoio. La mia amica Francesca aspettava con me. Avevo il cuore in gola. Quando arrivò mi sembrò ancora più piccola di come la ricordavo, più magra… era proprio un ragnetto.

A casa passò due settimane nascondendosi dietro i cuscini del letto ed esplorando la scrivania. Per tranquillizzarsi si faceva le fusa da sola. Tremava così tanto che dovetti rinunciare alla ciotolina per il cibo e metterle la pappa in un vassoietto! La ciotolina mica riusciva a centrarla...

Dicevo che entrò nella vita della mia famiglia con l’inganno perché raccontai ai miei, che erano beati al mare, che avevo trovato una gattino cieco e non potevo lasciarlo in strada. Mio padre urlò come un disperato al telefono, gli partirono anche due parolacce, mi intimò di riportare il gatto dove lo avevo trovato… “Subito!!!! Miranda guarda, questa volta finisci fuori di casa tu ed i gatti! È chiaro?!?!?! Miranda!!!! Hai capito?!?!?! ripoprtala dove l'hai presa o te ne vai di casa anche tu!!!” Io naturalmente, recitai la mia parte “ ma papà, non posso è cieco, morirebbe…” dico recitare perché conosco bene i miei polli… potevano strillare quanto volevano, mentre se ne stavano al mare, ma tornati a casa, alla vista della dolcezza personificata, si sarebbero sciolti. Letteralmente liquefatti.
E così, infatti, andò.




Non scherzo e non esagero quando dico che adottare un micio è stata una delle cose migliori che siano accadute alla mia famiglia (che è già splendida di suo). In particolare Tabitha, che sulla carta sembrava sfortunella, è stata un grande affare. Lo dico davvero. La sua dolcezza, la sua attenzione per noi, il suo affetto… sono cose impagabili.

In questo periodo si è soliti parlare della campagna contro l’abbandono degli animali. Io non intendo farlo perché mi auguro che persone che anche solo ipotizzano di separarsi dal proprio animale non frequentino il mio blog. Nel caso ci siano, andatevene pure. Non siete graditi! Io voglio parlare dell’adozione di animaletti che hanno un deficit. Come Tabina. Io stessa avevo paura all’inizio di non essere in grado di aiutarla, ma mai paura fu più insensata. Non solo una micetta, come in questo caso, cieca e con disturbi cerebellari, è in grado di essere autonoma in una famiglia, ma è anche in grado di assumere il suo ruolo in questa famiglia! Eccome! Vederla trotterellare (Tabitha è un nome biblico, significa gazzella e vi assicuro che quando zompetta in giro per la casa la ricorda molto) allarga il cuore, non si direbbe non vedente tanto è sicura nei suoi spazi. E da quando ha acquistato sicurezza e sa di essere amata come pochi al mondo, non trema neanche più. Se siete in dubbio e state pensando di adottare un micio, prendete in considerazione anche questi gatti. Non è giusto che per dei pregiudizi siano sempre gli ultimi (se va bene) ad essere adottati. Se fate un giro sul sito dell'ENPA  trovate, nella sezione adozioni, Sporadora e Sorrento. Sul sito potrete vedere le foto e leggere la loro storia. Sono due gatti fantastici, molto socievoli sia con le persone che con gli altri gatti, che cercano e che meritano una casa. Fateci un giro. Potrete essere benedetti come è successo a me con la mia Tabina.



E nel farvi vedere Tabitha adesso (tutta la sua mamma, dorme sempre...) ne approfitto e vi mostro il mio lavoretto per Creando con Amore. Il tema del challenge di questo mese è POIS. Partecipate numerosi, il premio è la bellissima fustella di Kesi Art “nature” (l’ho scelta io ihihih).
Si tratta di una cornicetta rivestita con della stoffa avanzata da un lavoretto di mia mamma.



Il bottone è in ceramica, i fiori sono punchati Tonic e bulinati per dare tridimensionalità (Lalla docet). Le stecche di cannella (sono vere!!!) sono un atto dovuto visto che Tabby ne va matta. I colori scelti rappresentano le varie sfumature del suo morbidissimo e lucentissimo mantello.

Grazie per essere passati di qua

K&H

M!R

giovedì 23 maggio 2013

Magnolia Style?

                                            

Raramente sono soddisfatta di quello che combino quando pastrocchio.
Ma questo biglietto mi piace, eccome…. non so dire il perchè... forse mi piacciono i miei pensieri in questo periodo.
E’ diverso dai soliti che tendo a fare di Magnolia, i colori sono diversi. Ci sono meno ombre, meno sfumature. Ma mi piace.
Magnolia rappresenta un grande amore per me, ma anche tutte le volte un enorme punto di domanda perché se pur da un lato mi piace tantissimo colorare questi timbri, dall’altro faccio fatica ad aggiungere tutto il resto che il vero Magnolia style prevede. Sia chiaro: adoro tutto quello l’ortodossia comporta, rimango sempre a bocca spalancata davanti ai progetti del DT (la mia preferita è Kim Piggott), ma quando ci provo anche io... beh... mi vengono fuori sempre dei progetti stradisordinati. Che difficilmente mi piacciono.

Quindi ho pensato che per il momento è meglio che continui sulla mia strada... ;-)

Questo che vi mostro è un lavoretto su commissione, per la mia amica-sorella Antonella che ogni volta che vede un mio pastrocchio ha una reazione che mi fa quasi credere che forse sto diventando un po’ bravina. O forse paga solo il fatto che mi vuole un gran bene...  Ma di lei, di Cinzia e di me è giusto parlarne in un post dedicato.
In ogni caso, la card in questione è per il matrimonio di Anca e Michele. Spero gli piaccia, come è piaciuto a me prepararla.

Inoltre ne approfitto per ringraziare due persone.
La prima è Elena, una delle poche persone che non immagino senza sorriso, che è stata così carina con me nei mesi passati e che ha pensato di dedicare a me una delle sue splendide interviste.
L’altra è la mia “socia”, Cristina, che non sa quanto sia preziosa, importante, stimolante e consolante la sua presenza nella mia quotidianità.

E adesso vi lascio alle foto. Spero vi piacciano.
  
timbro colorato con i distress markers



dettaglio cuore di ceramica


fiori



interno


farlalle made in Germanaland
 
cuori made in Giusiland
 
retro

Con questa card partecipo al challenge di Deep Ocean Challenge...

Grazie mille a tutti per essere passati di qua

K&H
M!R



mercoledì 15 maggio 2013

Grazie!!!


Mesi e mesi fa partecipai ad un corso con una delle scrapper italiane che più ammiro, Giovanna Irde.
Mi ricordo che avevo qualche timore a partecipare perché non ero un granchè brava e le compagne di avventura che avrei trovato erano invece crafters navigate. Ma mi feci coraggio e mesta mesta, con la mia borsina della scrapperina in gita, entrai nello scrap-appartamento di Giusi, dove Giovanna avrebbe tenuto il corso. Quindi, ricapitolando, Mirandina, nello scrap appartamento di Giusi, dove conosce Germana, ad un corso di Giovanna. Beh, già solo per il contesto valeva la pena di essere coraggiosi.

Questo corso ha cambiato totalmente il mio modo di vedere lo Scrap, dallo studio della carta, dall’attenzione per gli abbellimenti, alla scelta dei colori… insomma se fai Scrap con Giò impari, ed in modo chiaro, che non basta attaccare pezzettini di carta e timbrare. Un progetto che si rispetti ha dietro uno studio attento, meticoloso, l’attenzione per il dettaglio diventa quasi maniacale.
Ho imparato grazie a Giò a farmi le carte da sola. Nel suo progetto “life is Good” lei giocava con dei papaveri rossi e il distress Broken China con la tecnica del masking. Avevo gli occhi sgranati, raramente ho visto qualcosa di così bello… ed allora mi sono promessa che avrei utilizzato quello sketch per un progetto importante. Anzi, per IL PROGETTO.
Ho aspettato pazientemente (insomma, per come so essere paziente io…) e finalmente, eccolo.

IL PROGETTO DEI PROGETTI!

Qualche giorno fa, io e la mia comunità, abbiamo fatto una festa importante. Abbiamo voluto festeggiare 15 bellissimi fratelli che, con l’aiuto delle loro famiglie, ci hanno aiutato a costruire la nuova Sala del Regno dei Testimoni di Geova a Cinisello. Era un sogno che molti di noi coltivavano da decenni. Io sono più piccola ma l’ho aspettata e sognata tanto anche io. Pensavo a come sarebbe stato il reparto letteratura, ai fiorellini nei vasi, alle travi sul soffitto, all’insegna fuori… insomma nei miei sogni abito lì da un po’.

La Sala è stata costruita da zero, totalmente dal nulla. E per quanto i miei fratelli di Cinisello (ben 6 congregazioni) siano splendidi, sarebbe stato davvero difficile realizzarla e così bella senza l’aiuto appunto, di questi 15 fratelli della Valtellina e della provincia di Bergamo che per mesi hanno rinunciato al proprio tempo libero per darci una mano. Essendo tutta opera di volontariato immaginatevi questi uomini che con pazienza e dedizione e amore partivano da molto lontano per aiutarci a realizzare il nostro sogno. Per permetterci di avere un luogo di adorazione all’altezza di questo nome.
Il pensiero di cosa sono riusciti a fare e di cosa ci hanno permesso di realizzare mi commuove profondamente. Il loro impegno ed il loro amore, sia per noi che per l’Opera che insieme compiamo, mi fa sentire bene. Protetta. Fiera ed orgogliosa di appartenere ad una fratellanza mondiale che concretamente, con le opere dimostra quotidianamente che il cristianesimo non può essere una religione, non deve essere una filosofia interiore, se è davvero tale DEVE ESSERE UNO STILE DI VITA (Giovanni 13:35 Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”)

Così, riprendendo l’idea di Gio’ che tanto mi era rimasta nel cuore, ho creato questi 15 bigliettini.
non sono bellissimi tutti insieme?....
sentiment stampato su tela canvas adesiva

papaveri acquarellati e... stickes ovunque... :-)


Sono stati fatti con tutto l’amore e l’attenzione di cui sono in grado, come ho imparato, come questi splendidi universi meritavano.
All’interno c’era questa foto…. Non sono bellissimi?!?!

                                      
Ma oltre ai bigliettini… io voglio farvi vedere i miei fratelli che la costruivano questa Sala, perché sono loro la vera opera d’arte...

La dedicazione di questa Sala sarà a breve, siete tutti invitati, tutti più che benvenuti!
Grazie a tutti per la vostra visita
K&H
M!R